Poter di apprendere da grandi imprenditori sono occasioni rare soprattutto se sono loro stessi a svelarsi. A caldo alcune preziose indicazioni di Angelo Gaja. Riconoscimento dei vantaggi ottenuti dai suoi padri e dalla sua terra. Su certe cose decide il nostro destino, ma se dai nostri padri abbiamo qualche vantaggio pensiamoci bene prima di disfarcene. Lucida coscienza dei propri limiti. Non ha voluto dedicarsi alla coltura dell'ulivo o all'agriturismo pur avendone tutte le opportunità in sinergia con la sua attività di viticultore semplicemente perché si riteneva impreparato. Accurato utilizzo del denaro. Gaja suggerisce l'autofinanziamento in agricoltura. Questa è la situazione ideale, ma ritengo che in alcune situazioni ben ponderate si possano fare anche dei debiti, ma fare un meticoloso utilizzo del denaro a propria disposizione è un principio irrinunciabile. Rispetto dei patti. Non pratica la vendita diretta per rispetto dei suoi distributori professionali. Gira il mondo anche adesso a 70 anni di età. Questo gli permette di trovare gli stimoli per innovare e trovarsi al passo con i tempi. Imparare dagli altri. Ha reso omaggio a Robert Moldavi che ha insegnato a tutti "come valorizzare il vino". Lavorare per i posteri e per la bellezza. E' una considerazione ovvia vedendo la sua cantina costruita a Bolgheri. Queste sono sensibilità che l'uomo sviluppa con l'età, difficilmente un giovane imprenditore si preoccupa dei posteri troppo preso dall'urgenza del presente, ma questa è l'evoluzione naturale di un imprenditore che sviluppi la sua attività in armonia con se stesso e il mondo intorno a lui. Ultima annotazione apparentemente marginale: sono 17 anni che non guarda la televisione. Abbiate rispetto della vostra mente, non fatela riempire di spazzatura.
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| Di bellezza non ce n'è mai troppa. |
Podere dei Musi.
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